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ATTENZIONE AGLI ACCERTAMENTI FISCALI PER L’IVA SUI CONTRIBUTI RICEVUTI DA ENTI PUBBLICI

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CONTENUTO IN Sport-Update – Newsletter n. 20/25 – 22/12/2025

  1. Premessa

Negli ultimi tempi stiamo assistendo con sempre maggiore frequenza a verifiche fiscali[1] in cui vengono contestate le modalità di certificazione degli incassi derivanti da contributi pubblici. Parliamo in sostanza dei contributi che gli enti sportivi dilettantistici[2] ricevono principalmente dai Comuni in cui sono situati gli impianti sportivi che vengono utilizzati per lo svolgimento dell’attività.

La questione di fondo attiene alla valutazione sull’esistenza o meno di un obbligo per l’ente sportivo che riceve il contributo di emettere fattura per certificarne l’incasso e quindi sulla necessità di applicare l’IVA sulla somma ricevuta dall’ente pubblico.

  1. Le posizioni degli enti accertatori e degli enti pubblici che erogano i contributi

La posizione sostenuta dagli enti accertatori è generalmente quella di considerare obbligatoria la fatturazione del contributo dalla società sportiva al Comune con applicazione dell’IVA[3].

Al contrario, in diversi casi, la tesi opposta che sostiene la non applicazione dell’IVA, viene supportata dagli stessi Comuni che erogano i contributi, i quali, spesso, insistono per qualificare tali pagamenti come trasferimento di denaro e non come prestazioni imponibili ai fini IVA[4].

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