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Studio Fabio Zucconi

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DOPPIO LAVORO PER LE CERTIFICAZIONI UNICHE DEI PAGAMENTI NEL 2023 A PRESTATORI DI ATTIVITÀ SPORTIVA TRA REDDITI DIVERSI E REDDITI ASSIMILATI A LAVORO DIPENDENTE

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CONTENUTO IN Sport-Update – Newsletter n. 4/24 – 2/3/2024

Come tutti gli anni si avvicina il termine per la predisposizione, la trasmissione e la consegna ai percipienti dei modelli di Certificazione Unica che attestino i versamenti fatti a titolo di compensi ai collaboratori degli enti sportivi dilettantistici nel corso dell’anno appena trascorso. Quest’anno, dal momento che il 16 marzo cade di sabato, la scadenza è fissata al 18 marzo[1].

Rispetto agli scorsi anni però si prospetta un lavoro doppio e diversificato in quanto, come oramai è noto a tutti, nel corso del 2023 si sono succedute due normative completamente diverse nell’ambito delle collaborazioni sportive: fino al 30 giugno 2023 si è applicata la disciplina[2] in vigore da molti anni che qualificava i proventi da collaborazioni sportive dilettantistiche come redditi diversi; a decorrere dal primo luglio 2023 è entrata in vigore la Riforma dello Sport[3] che ha incluso i redditi da lavoro sportivo, purché sussistano determinati requisiti[4], nella categoria dei redditi assimilati a quello di lavoro dipendente[5].

Va quindi preliminarmente chiarito che, con riferimento alla certificazione dei compensi erogati nel corso dell’anno solare 2023, si dovranno predisporre due tipi differenti di certificazioni a seconda della qualificazione del reddito percepito dal prestatore di attività sportiva e quindi, in pratica, a seconda della data di pagamento del compenso: per i pagamenti avvenuti entro il 30 giugno si dovrà utilizzare il modello di certificazione dei redditi da lavoro autonomo[6], mentre per i pagamenti avvenuti a partire dal primo luglio si dovrà utilizzare il modello di certificazione dei redditi da lavoro dipendente o assimilato[7].

Veniamo quindi ora a fornire le indicazioni per la predisposizione dei due diversi modelli di certificazione.

Certificazioni per i compensi erogati fino al 30 giugno 2023

Per quanto riguarda i compensi erogati fino al 30 giugno 2023, il modello da compilare è sostanzialmente molto simile a quello utilizzato lo scorso anno per i compensi pagati nel 2022. Si possono quindi seguire le modalità di compilazione utilizzate nel 2023[8] con l’unica accortezza di utilizzare la causale “N1” anziché la causale “N” nel punto 1 del modello. Anche quest’anno ovviamente poi sarà opportuno seguire la procedura già applicata negli anni precedenti al fine di assicurarsi di certificare correttamente tutti i compensi pagati e di avere una quadratura tra le certificazioni ed i dati inseriti nel rendiconto[9].

Certificazioni per i compensi erogati dal 1 luglio 2023

È invece più complessa la compilazione del modello per la certificazione del reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. Ciò sia in considerazione della quantità di dati richiesti dall’amministrazione finanziaria, sia in quanto si tratta del primo anno in cui si deve adempiere a questo obbligo e le istruzioni appaiono molto  scarne[10].

Precisiamo che in questa comunicazione forniamo le istruzioni per la compilazione del modello di certificazione unica per i casi di prestatori di attività sportiva che abbiano percepito compensi annui in misura non superiore a 15.000 euro[11] e quindi beneficino dell’esenzione di imposta sull’intero importo erogato dall’ente sportivo dilettantistico[12].  Precisiamo altresì che non sono indicate neppure le istruzioni per la compilazione del modello di certificazione unica da rilasciare ai collaboratori amministrativo- gestionali non professionali.

Per i compensi erogati dal primo luglio 2023 per lavoro sportivo nella forma della collaborazione coordinata e continuativa le sezioni del modello che vanno compilate sono tre:

  • La prima sezione del modello[13] che comprende le caselle da 1 a 12. In questa sezione gli unici punti da compilare sono i numeri[14] 6, 8,9,10 e 11;
  • L’ultima sezione in basso della terza pagina del modello[15] che comprende le caselle da 781 a 786. In questa sezione, di norma, l’unico punto da compilare è il numero 784[16].
  • La quarta sezione della quarta pagina del modello[17] che comprende le caselle da 53 a 62.

Di seguito forniamo in dettaglio le istruzioni per la compilazione di ciascuna casella:

Sezione DATI FISCALI – DATI PER LA EVENTUALE COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI – REDDITI da compilare come segue:

  • Casella 6: inserire il totale dei giorni[18] in cui è stato attivo un contratto[19]. Nel caso in cui ci siano diversi contratti i giorni in cui sono stati in vigore i diversi contratti si devono sommare;
  • Casella 8[20]: riportare la data di inizio del contratto. Nel caso in cui nell’anno ci siano più contratti di lavoro inserire la data inizio contratto del contratto più vecchio;
  • Casella 9[21]: se il contratto è ancora in corso al 31/12/2023 (incluso data termine contratto 31/12/2023) non compilare; se il contratto non è in corso al 31/12/2023 inserire la data di termine del contratto. Se un contratto è terminato, ma ne è in corso uno successivo non compilare.
  • Casella 10[22]: se casella 9 è stata compilata: NON compilare casella 10; se casella 9 NON è stata compilata mettere “X” in casella 10;
  • Casella 11[23]: inserire “1” se sono stati fatti diversi contratti nel corso dell’anno e non coprono tutti i 365 giorni. Altrimenti non compilare.

 

Sezione REDDITI LAVORO SPORTIVO da compilare come segue:

  • Casella 784: inserire il totale dei compensi lordi percepiti nel periodo 1/7-31/12/2023.

 

Sezione INPS GESTIONE SEPARATA PARASUBORDINATI SPORTIVI DILETTANTISTICI E FIGURE ASSIMILATE da compilare come segue:

 

  • Casella 53: inserire il totale dei compensi lordi percepiti nel periodo 1/7-31/12/2023.
  • Casella 54: inserire l’imponibile contributivo pari a quanto indicato a casella 53 meno 5.000 euro (mettere zero se viene negativo).
  • Casella 55: inserire la metà di quanto indicato a casella 54.
  • Casella 56: inserire il totale dei contributi dovuti (somma dei contributi dovuti nel corso del periodo 1/7-31/12/23).
  • Casella 57: indicare il totale dei contributi a carico del lavoratore. Deve corrispondere a un terzo di casella 56;
  • Casella 58: inserire l’importo dei contributi versati. Deve corrispondere all’importo indicato a casella 56[24].
  • Casella 59: non deve essere barrata[25].
  • Casella 60: mettere “X” sui quadratini dei mesi in cui non si è verificato il presupposto per il versamento dei contributi INPS (pagamento compensi oltre la soglia previdenziale) e non si è proceduto alla trasmissione del modello UNIEMENS[26]. Ricordiamo che l’obbligo di trasmettere il modello UNIEMENS va adempiuto con riferimento a tutti i mesi in cui si verifica il presupposto del pagamento di contributi previdenziali per pagamenti oltre la soglia previdenziale dei 5.000 euro annui[27].
  • Casella 61:
    1. Compilare con D1 se il lavoratore sportivo non ha altra copertura previdenziale[28].
    2. Compilare con D3 se il lavoratore sportivo ha altra copertura previdenziale, ma non è un pubblico dipendente[29].
    3. Compilare con D7 se il lavoratore sportivo è un pubblico dipendente[30].
  • Casella 62:
    1. compilare con D2 se in casella 61 è stato inserito D1
    2. non compilare negli altri casi

 

Parma, 2 marzo 2024

Dr. Fabio Zucconi

[1] A rigore il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate sicuramente va considerato prorogato al 18 marzo, mentre sussistono dubbi sul termine per la consegna al percipiente per la quale alcuni autori (cfr. Massimo Nigro “Scadenze relative alle Certificazioni Uniche 2024 alla prova del sabato” su Eutekne.info del 2 marzo 2024) ritengono che non sussista la proroga. Tuttavia anche costoro condividono la tesi per cui l’eventuale tardiva consegna della certificazione (di pochi giorni) che non pregiudichi gli obblighi dichiarativi del sostituiti rappresenta una violazione meramente formale che non può essere sanzionata.

[2] Art.67, comma 1, lettera m) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, d’ora innanzi anche semplicemente TUIR).

[3] Cfr. articoli 25 e 28 del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n.36.

[4] Ovvero che l’attività sportiva non sia svolta a titolo gratuito (nel qual caso il prestatore assumerebbe il ruolo di volontario – cfr. art.29 del D.Lgs. 28 febbraio 2021) ; che la durata delle prestazioni non superi le 24 ore settimanali (cfr. art.28, comma 2, lettera a) del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n.36) e che le prestazioni svolte risultino coordinate sotto il profilo tecnico-sportivo in osservanza dei regolamenti degli enti affilianti (cfr. art.28, comma 2, lettera b) del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n.36).

[5] Cfr. art.28, comma 2 del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n.36.

[6] Reperibile alla pagina 8 del modello sintetico CU 2024 che può essere scaricato a questo link https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/5817509/CU_2024_modello+sintetico_.pdf/713e2843-7b2e-01a5-cb4d-ec200bd8b8fa

[7] Reperibile alle pagine da 2 a 7 del modello sintetico CU 2024 che può essere scaricato al link indicato a nota 6.

[8] Cfr. Sport-Update, Newsletter 4/23 del 2 marzo 2023 – https://www.studiofabiozucconi.it/in-scadenza-le-certificazioni-uniche-dei-compensi-sportivi-2022-conviene-contestualmente-chiudere-il-rendiconto-una-procedura-per-non-sbagliare/

[9] Cfr. Sport-Update, Newsletter n.4/23 del 2 marzo 2023 (vedi nella nota precedente il link) in cui veniva consigliato di applicare la procedura così riassunta in sintesi: “La procedura che consigliamo prevede i seguenti passaggi: 1) Rilevazione in contabilità di tutti i movimenti finanziari attraverso l’elaborazione di tutti i movimenti degli estratti conto bancari e della prima nota cassa; 2) Predisposizione del rendiconto o bilancio annuale sulla base dei dati dei movimenti finanziari inseriti in contabilità (punto precedente) ed i dati delle fatture emesse e ricevute  e verifica del risultato di esercizio rilevato; 3) Analisi della scheda contabile dei movimenti per cassa con rilevazione di eventuali anomalie; 4) Verifica delle ricevute con autocertificazione firmata dal percipiente ed eventuale richiesta ed integrazione di quelle mancanti”.

[10] In effetti le originarie istruzioni si limitavano ad indicare la necessità di compilare la sezione specifica che è stata prevista per il lavoro sportivo e quella altrettanto specifica ove inserire i dati previdenziali. Nulla veniva specificato in relazione alla compilazione della prima sezione del modello con l’indicazione dei dati generali. Solo con due aggiornamenti delle istruzioni pubblicati in data 7 febbraio e 22 febbraio sono state chiarite le modalità di compilazione di questa sezione, pur in presenza di alcuni piccoli dubbi su campi non rilevanti per la successiva compilazione del modello Redditi da parte del percipiente che riceve la comunicazione.

[11] In realtà lo stesso tipo di compilazione va utilizzato anche da parte degli enti sportivi che hanno erogato parte dei compensi ricevuti nel corso dell’anno da un prestatore di attività sportiva che abbia superato la soglia dei 15.000 euro  annui purché l’ente sportivo che compila la certificazione sia quello che ha pagato i primi compensi o comunque non sia quello che ha pagato i compensi nel momento in cui la soglia fiscale era stata superata e quindi ha dovuto operare le ritenute fiscali ed elaborare i cedolini.

[12] Cfr. art.36, comma 6 del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n.36.

[13] Si tratta della sezione in corrispondenza del titolo posto a sinistra nel modulo: “DATI FISCALI – DATI PER LA EVENTUALE COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI – REDDITI” situata nella parte alta a pagina 2 del modello sintetico di Certificazione Unica che può essere scaricato al link indicato a nota 6.

[14] Fino alla data del 22 febbraio 2024 non era chiaro se andasse compilata anche la casella n.2 (o la numero 1 per i contratti a tempo indeterminato che, come verrà meglio spiegato a nota 16, non sono molto comuni in questo settore) in quanto nessuna norma, regolamento o istruzione esentava dalla compilazione di quella parte del modello di certificazione. Ora, con l’aggiornamento alle istruzioni del 22 febbraio è stato esplicitamente indicato che, nel caso in cui i redditi certificati siano di importo inferiore a 15.000 euro, “nessun importo verrà indicato nei punti 1 e/o 2 in  quanto la loro indicazione verrà evidenziata nei soli campi 781, 782, 784 e 785”.

[15] Si tratta della sezione in corrispondenza del titolo posto a sinistra nel modulo: “REDDITI LAVORO SPORTIVO” situata nella parte bassa a pagina 4 del modello sintetico di Certificazione Unica che può essere scaricato al link indicato a nota 6.

[16] Ciò in quanto normalmente i contratti di lavoro sportivo sono a tempo determinato riportando una scadenza che generalmente coincide con la scadenza del tesseramento annuale. In casi particolari è anche possibile stipulare un contratto pluriennale, ma assai difficilmente vengono stipulati contratti a tempo indeterminato. Solo in quest’ultimo caso, nell’ambito del dilettantismo sportivo, si dovrà compilare il punto 781 anziché il punto 784.

[17] Si tratta della sezione 3-bis in corrispondenza del titolo posto a sinistra nel modulo: “INPS GESTIONE SEPARATA PARASUBORDINATI SPORTIVI DILETTANTISTICI E FIGURE ASSIMILATE” situata nella penultima parte bassa a pagina 5 del modello sintetico di Certificazione Unica che può essere scaricato al link indicato a nota 6.

[18] L’aggiornamento delle istruzioni alla compilazione del modello di Certificazione Unica del 22 febbraio 2024 ha infatti chiarito esplicitamente che questa casella deve essere compilata anche nel caso in cui i redditi totali siano di importo inferiore a 15.000 euro e quindi abbiano un’esenzione totale di imposta.

[19] Caso a): Se il contratto è terminato prima del 31/12/23 vanno inseriti i giorni come differenza tra data fine contratto e data inizio contratto (la data inizio contratto NON può essere antecedente al 1/7/2023);

Caso b): se il contratto è in corso al 31/12/2023 inserire i giorni come differenza tra 31/12/2023 e data inizio contratto (la data inizio contratto NON può essere antecedente al 1/7/2023).

[20] In realtà le istruzioni non indicano che questa casella debba essere compilata per il caso del lavoro sportivo con reddito certificato inferiore ai 15.000 euro. Tuttavia, siccome questa informazione è correlata a quella dei giorni contenuta nella casella numero 6 che è da compilare, si ritiene che anche questa casella sia da compilare.

[21] Vedi nota 20.

[22] Vedi nota 20.

[23] Vedi nota 20.

[24] Qualora non fossero stati versati tempestivamente i contributi consigliamo di versarli prima della compilazione del modello di certificazione unica.

[25] In effetti la casella è da barrare solo se per tutti e 12 i mesi si è verificato il presupposto per il versamento dei contributi INPS (pagamento compensi oltre la soglia previdenziale) e si è proceduto alla trasmissione del modello UNIEMENS. Siccome nel 2023 questo presupposto non potrà mai essersi verificato (in quanto nei primi sei mesi non esisteva alcun obbligo contributivo) per quest’anno sicuramente la casella non va barrata.

[26] In sostanza vanno barrati tutti i quadratini relativi ai mesi in cui non si è proceduto alla trasmissione all’INPS del modello UNIEMENS.

[27] Qui si pone il problema per gli enti sportivi che, soprattutto con riferimento agli ultimi mesi dell’anno, abbiano corrisposto compensi oltre la soglia dei 5.000 euro. In questi casi sicuramente è sorto l’obbligo di versare i contributi previdenziali, ma non si può dire che sussistesse l’obbligo di trasmettere il modello UNIEMENS. In effetti ancora oggi a tal proposito siamo in una situazione ambigua in quanto la norma (art.35, comma 8-quinquies del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n.36) specificamente afferma che deve essere implementata una funzione per permettere di adempiere all’obbligo di trasmissione del modello UNIEMENS tramite il Registro nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD). Tale funzione ad oggi è incompleta in quanto permette di produrre un file contenente il modello UNIEMENS, ma non di trasmetterlo all’INPS. Ne deriva quindi che, pur in mancanza di un’interpretazione ufficiale sul punto, si può presumere che nessun obbligo sussista in capo agli enti sportivi per lo svolgimento di questo adempimento fintanto che non venga abilitata la funzione per la trasmissione del modello UNIEMENS tramite il RASD. In ogni caso consigliamo di barrare la casella del mese in ogni situazione in cui non sia stato trasmesso il modello UNIEMENS indipendentemente dal fatto che la mancata trasmissione dipenda dal fatto che non sussistessero i presupposti o che non sia stata effettuata per mancanza della apposita funzione nel RASD.

[28] Questa informazione deve essere fornita dal lavoratore sportivo nel momento di inizio del rapporto di lavoro (spesso viene riportata nel contratto) e serve a determinare la misura della contribuzione nel caso di superamento della soglia minima dei 5.000 euro annui. L’informazione va comunque fornita (e quindi la casella del modello di Certificazione Unica va compilata) anche nel caso in cui non si sia superata la soglia per il pagamento di contributi nel corso dell’anno.

[29] Anche queste informazioni devono essere fornite dal lavoratore in sede di inizio del rapporto contrattuale e generalmente vengono riportate nel contratto. Anche in questo caso la casella del modello di Certificazione Unica va compilata anche se non si sia superata la soglia per il pagamento di contributi nel corso dell’anno

[30] Anche in questo caso vale quanto indicato alle precedenti note 28 e 29.