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LE NOVITA’ INTRODOTTE CON IL DECRETO LEGGE DEL 31 MAGGIO: RIMBORSI FORFETTARI PER I VOLONTARI

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CONTENUTO IN Sport-Update – Newsletter n. 10/24 – 13/6/2024

  1. Premessa

Il decreto-legge di cui avevamo anticipato i contenuti[1] è entrato in vigore il 31 maggio senza sostanziali variazioni rispetto al testo che avevamo commentato.

La principale innovazione apportata alla disciplina del lavoro sportivo è sostanzialmente rappresentata dall’introduzione dei rimborsi forfettari per i volontari sportivi[2].

  1. Rapporti tra nuova disciplina introdotta dal decreto-legge e norma precedente

La normativa sui rimborsi ai volontari viene totalmente modificata in quanto il nuovo testo che introduce i rimborsi forfettari cancella e sostituisce quello precedente. Ne deriva quindi che a partire dal primo giugno 2024 non sono più ammessi i rimborsi ai volontari nelle forme previste dalla vecchia normativa. In particolare non sarà possibile erogare rimborsi per somme superiori a 400 euro al mese nemmeno se analiticamente documentati. Quanto al rimborso a fronte di auto-certificazione fino a 150 euro, per quanto tale prassi non sia stata riproposta dalla nuova disciplina, si può ritenere possibile procedere con questa modalità dal momento che la somma erogata rientra necessariamente all’interno del nuovo limite introdotto dal decreto-legge[3] e la modalità dell’auto-certificazione, in presenza degli altri presupposti previsti dalla nuova disciplina, non si pone in contrasto con la lettera, né con lo spirito del decreto appena introdotto.

  1. Nuovo limite quantitativo dei rimborsi ai volontari

D’ora innanzi quindi, ai volontari potranno essere riconosciuti rimborsi forfettari fino ad un massimo di 400 euro mensili. La formulazione della norma lascia qualche dubbio sull’estensione di questa possibilità e sugli adempimenti necessari per poterla applicare. In assenza di interpretazioni ufficiali ed in attesa di eventuali correzioni sul testo di legge durante la conversione del decreto[4], vi forniamo di seguito alcune prime indicazioni pratiche per procedere al pagamento dei rimborsi. Innanzitutto va specificato che, come già accadeva in precedenza, i rimborsi devono sempre fare riferimento a “spese sostenute” e non possono essere qualificate come “compenso”.

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