d
Follow us

Studio Fabio Zucconi

  >  Società sportive   >  PRIME ANTICIPAZIONI SU NUOVO DECRETO-LEGGE SULLO SPORT: INTRODOTTI I RIMBORSI FORFETTARI AI VOLONTARI FINO A 400 EURO AL MESE

PRIME ANTICIPAZIONI SU NUOVO DECRETO-LEGGE SULLO SPORT: INTRODOTTI I RIMBORSI FORFETTARI AI VOLONTARI FINO A 400 EURO AL MESE

image_pdfStampa il pdf

CONTENUTO IN Sport-Update – Newsletter n. 9/24 – 27/5/2024

Venerdì scorso si è riunito il Consiglio dei Ministri per approvare un decreto-legge recante “disposizioni urgenti in materia di sport”. Il testo messo in discussione nella riunione del Governo prevede un’importante innovazione in tema di rimborsi ai volontari.

In sostanza l’intera disciplina su questo tema verrebbe completamente riscritta e la nuova norma[1], dopo avere confermato la dichiarazione che “le prestazioni dei volontari … non sono retribuite in alcun modo”, anziché prevedere la possibilità di effettuare esclusivamente rimborsi per spese sostenute dal volontario che devono essere giustificate o analiticamente o attraverso auto-certificazione[2], affermerebbe esplicitamente che: “Ai volontari possono essere riconosciuti rimborsi forfettari per le spese sostenute per le attività svolte anche nel proprio comune di residenza, nel limite complessivo di 400 euro mensili, in occasione di manifestazioni ed eventi riconosciuti dalle Federazioni …”.

Tali rimborsi dovrebbero però d’ora in poi essere comunicati al Registro nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) attraverso una nuova funzione che verrebbe attivata sulla piattaforma del registro stesso. La comunicazione tuttavia avrebbe tempi[3] molto dilatati che permetterebbero agli enti sportivi dilettantistici di effettuare in tranquillità questo adempimento.

Infine gli importi di questi rimborsi dovrebbero comunque essere considerati nel calcolo delle franchigie previdenziali[4] e fiscali[5] e quindi verrebbero sommati ai compensi sportivi che il percipiente dovesse incassare nel medesimo anno solare con la conseguenza che il totale di queste somme non dovrebbe superare i 5.000 euro annui per evitare qualsiasi onere contributivo o fiscale.

 

Riassumiamo quindi ora le caratteristiche dei rimborsi ai volontari contenute nel testo del decreto-legge proposto al Consiglio dei Ministri:

  • Possibilità di erogare rimborsi spesa forfettari entro il limite di 400 euro al mese;
  • I rimborsi possono essere erogati anche per attività svolte nel comune di residenza;
  • Possono essere rimborsate le spese sostenute in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti dagli enti affilianti;
  • La tipologia di spesa e la modalità di esecuzione delle prestazioni del volontario devono essere precedentemente deliberate[6];
  • Va fatta la comunicazione al RASD delle generalità del volontario e dei rimborsi corrisposti;
  • I rimborsi ai volontari devono essere tenuti in considerazione nel calcolo della franchigia fiscale e previdenziale e quindi non possono essere aggiunti ai compensi da lavoro sportivo senza conseguenze di ordine fiscale o previdenziale.

In questa fase, in attesa della pubblicazione del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale e della diffusione del testo definitivo della nuova norma, ci limitiamo a qualche considerazione di massima:

La nuova norma rappresenterebbe una modifica assai importante nella disciplina della Riforma dello Sport in quanto sancirebbe una divaricazione tra la normativa riservata agli Enti del Terzo Settore e quella riservata agli enti sportivi dilettantistici[7]. Verrebbe in altri termini riconosciuta allo sport dilettantistico una peculiarità molto forte rispetto al generale panorama degli enti senza scopo di lucro e verrebbe introdotta una nuova figura a cavallo tra il volontario (inteso nell’accezione conosciuta al terzo settore) ed il lavoratore sportivo che, pur non avendo diritto ad alcun compenso, può ricevere somme a titolo forfettario;

Il nuovo testo di legge andrebbe a sostituire quello oggi in vigore attraverso l’emanazione di un decreto-legge. A tal proposito facciamo presente che la nuova normativa entrerebbe in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ne consegue quindi che gli enti sportivi che erano soliti rimborsare ai volontari le spese di viaggio o di trasporto secondo la normativa ancora oggi in vigore, dovrebbero affrettarsi ad effettuare il pagamento delle spese maturate con questa modalità, soprattutto se le stesse fossero di importo superiore ai 400 euro nel mese. Infatti, a partire dall’entrata in vigore della nuova disciplina, non sarà più possibile utilizzare la vecchia normativa.

Rimangono diversi dubbi in merito ai presupposti per il pagamento dei rimborsi ai volontari in particolare a causa del riferimento al fatto che i rimborsi devono essere correlati ad attività svolte in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti dagli enti affilianti. L’interpretazione che verrà data a questa norma sarà fondamentale per capire le fattispecie che potranno essere remunerate attraverso questa modalità.

Per concludere possiamo affermare che questa norma potrebbe rendere molto più facile per gli enti sportivi dilettantistici la gestione dei propri collaboratori in quanto offrirebbe una soluzione che, nella sostanza, permetterebbe di remunerare soggetti che svolgono attività per l’ente sportivo fino a 4.800 euro annui senza dover diventare datori di lavoro con gli ovvi grandi vantaggi[8] ad esso correlati. Tuttavia sarà necessario attendere, prima di tutto il testo definitivo della norma, ma successivamente anche le interpretazioni che ne verranno date tenendo in debita considerazione che la previsione della trasmissione dei dati dal RASD agli enti previdenziali[9] (INPS e INAIL)[10] e la necessità di tenere in considerazione queste somme ai fini delle franchigie fiscali e previdenziali rendono questa fattispecie una sorta di ibrido tra la remunerazione del collaboratore sportivo ed il rimborso-spese al volontario. Inoltre, come già sopra anticipato, un tema molto importante sarà quello di comprendere i limiti, in termini di mansioni e presupposti[11], che verranno introdotti per l’utilizzo di questa nuova modalità di rimborso.

Vi terremo in ogni modo aggiornati sull’approvazione della nuova normativa e ci riserviamo di approfondirla nel momento in cui saranno noti i dettagli.

 

Parma, 27 maggio 2024

Dr. Fabio Zucconi

[1] Cfr. art.3, comma 3 della bozza di decreto-legge discussa nel Consiglio dei Ministri.

[2] Cfr. attuale testo dell’art.29, comma 2 del D. Lgs. 28 febbraio 2021.

[3] Nella bozza di decreto-legge in discussione nel CdM si indica il termine dell’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di svolgimento dell’attività sportiva del volontario.

[4] Franchigia di 5.000 euro prevista dall’articolo 35, comma 8-bis del D. Lgs. 28 febbraio 2021.

[5] Franchigia di 15.000 euro prevista dall’articolo 36, comma 6 del D. Lgs. 28 febbraio 2021.

[6] Dalla lettura del testo provvisorio della norma non si capisce da chi debbano essere deliberate le regole per questo tipo di rimborsi. In effetti rimane il dubbio se la delibera debba essere fatta dall’ente sportivo che eroga il rimborso oppure dall’ente affiliante che organizza le manifestazioni e gli eventi sportivi.

[7] La norma oggi in vigore infatti, come molte altre norme della Riforma dello Sport, ricalca la normativa prevista dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n.117) sul principio generale del rifiuto alla concessione al volontario di qualsiasi vantaggio economico correlato alla propria attività svolta per l’ente senza scopo di lucro.

[8] Basti pensare solamente ai possibili contenziosi con i prestatori o alla disciplina sulla sicurezza sul lavoro.

[9] Prevista dalla bozza di decreto-legge all’art.3, comma 3.

[10] Che non dovrebbero essere per nulla interessati a questi dati visto che il volontario non rientra tra i soggetti che abbiano obblighi previdenziali o anti-infortunistici.

[11] Ci riferiamo alla definizione di manifestazioni ed eventi sportivi ai quali l’erogazione dei rimborsi è correlata.