DA INSERIRE NEL QUADRO RT LE PROBABILI MINUSVALENZE DA VALUTA. RIEPILOGO DELLE MODALITÀ DI DICHIARAZIONE DELLE PLUSVALENZE DA VALUTA

Nel corso del 2017 l’Euro si è rivalutato mediamente del 5-15% nei confronti delle principali valute in cui i risparmiatori italiani sono soliti investire. Ciò vuol dire che mediamente si potranno rilevare delle minusvalenze da cessioni di valuta in quanto le somme detenute in valuta avevano probabilmente un valore superiore al momento dell’acquisto rispetto al momento in cui sono state monetizzate. Risulta quindi importante essere in grado di valorizzare queste minusvalenze per potersene giovare nella dichiarazione dei redditi relativa al 2017.

Vediamo quindi di fare un riepilogo generale di come vengono tassate le operazioni in valuta. Ci riferiamo esclusivamente alle operazioni su conto corrente (prelievo contanti o addebito del conto corrente o conto deposito in divisa estera) e non alle plus-minusvalenze dovute al cambio correlate alle cessioni di titoli in valuta.

La norma di riferimento è l’articolo 67, comma 1, lettera c-ter del Testo Unico Imposte sui Redditi (Tuir). Innanzitutto è opportuno richiamare il limite quantitativo previsto per il rilievo fiscale dei guadagni o delle perdite. In effetti questi redditi hanno rilevanza fiscale solo per chi abbia una giacenza complessiva in valuta su conti correnti o conti deposito superiore a 51.645,69 Euro (corrispondente ai vecchi cento milioni di lire) per almeno sette giorni lavorativi consecutivi. Una volta verificato se per l’anno 2017 sussiste il presupposto della necessità di effettuare la dichiarazione fiscale occorrerà, per ogni operazione di addebito del conto in valuta, confrontare il rapporto di cambio tra Euro e valuta estera al momento della monetizzazione della divisa estera (data dell’addebito del conto) e al momento in cui la stessa valuta fu caricata nella disponibilità del contribuente (data dell’accredito del conto per acquisto di valuta estera contro Euro o altra operazione). Se il valore al momento dello scarico del conto corrente è superiore rispetto al valore in cui la valuta fu caricata sullo stesso (quindi se la valuta estera si è apprezzata nei confronti dell’Euro nel frattempo) si rileverà una plusvalenza. In caso contrario si rileverà una minusvalenza. Il confronto dovrà avvenire tenendo in considerazione complessivamente tutti gli investimenti in valuta estera detenuti su tutti i conti del contribuente e non per separatamente per ogni singolo conto corrente. Il metodo da applicare per abbinare acquisti e vendite (o meglio carichi e scarichi di valuta sul conto denominato in divisa estera) è il LIFO. Dovranno poi essere sommati algebricamente tutti i redditi prodotti per ogni singola valuta estera e gli stessi concorreranno alla compilazione del quadro RT del modello redditi e quindi ulteriormente si sommeranno algebricamente e potranno essere compensati con i redditi derivanti da capital gain da cessione di titoli assoggettati a imposta sostitutiva nel medesimo quarto RT. Infatti i redditi ora in oggetto (disciplinati dall’art.67, comma 1, lettera c-ter) sono assoggettati a imposta sostitutiva in forza della disposizione di cui all’art.5, comma 2 del D.Lgs. n.461/1997. L’imposta sostitutiva oggi viene applicata con aliquota del 26%.